Note autorizzate
Perugia, luglio 2005, conferenza stampa.
Da sinistra : A. Solimene, P. Pannella,
F. Fayenz, C. Pagnotta
Un nuovo CD è sempre un evento. Questo per la Tribunal Misi Jazz Band, al suo secondo CD, è, poi, un evento particolare: suonare, con elaborazioni musicali originali, le "note autorizzate" scritte da compositori jazzisti. Antonio Solimene il nostro direttore ed arrangiatore, con sensibilità e maestria ci ha guidati per mano e noi tutti con passione e dedizione abbiamo suonato i brani per noi appositamente composti. la musica è per i componenti della Tribunal Misi Jazz Band il piacere di donarsi incondizionatamente all'ascoltatore che speriamo riceva il nostro messaggio.

Copertina di Mimmo Paladino
I musicisti che si sono fatti da sé, ignorando del tutto o in parte l'esistenza dei conservatori (si pensi a Louis Armstrong, oppure a Errol Garner che addirittura non imparò mai a leggere la musica) non ci sono quasi più. Oggi si preferisce che i compositori e i solisti di jazz abbiano una preparazione ortodossa, siano coscienti della propria e delle altre civiltà musicali, e che solo in seguito scelgano consapevolmente il jazz, non viceversa. Ma qui, e il concetto di professionista- musicista che in questo caso ci interessa.
Il termine, come si può facilmente capire, si riferisce a un musicista che suona bene, spesso benissimo, che talvolta ha anche un diploma di conservatorio in tasca, ma ma l'attività di cui vive è un'altra. L'appartenenza più frequente, statistiche alla mano, va al mestiere dell'avvocato, del commercialista ( una citazione necessaria è quella del pianista bolognese Marco Di Marco) e dell'esperto di comunicazione ( il milanese Dino Berti van der Noot). Il nome dell'orchestra di questo cd, Tribunal Mist jazz Band, lascia pochi dubbi. Infatti il locomotore della robusta formazione di 21 elementi è Paolo Pannella, vibrafonista e avvocato. Vorrei dire che in questa situazione la musica acquista in purezza e trasparenza. Chi la crea come compositore e\o esecutore, non ci guadagna nulla, anzi qualche volta ci rimette. Fa musica per la musica, e al limite succede perfino che passi alla storia, come Tommaso Albinoni<musico di violino dilettante veneto> vissuto tra Seicento e Settecento. Si rifletta, a riprova, proprio su questa dichiarazione di Pannella:< Non è facile conciliare le nostre attività professionali con la passione e l'impegno musicale. Ma la voglia di misurarci e di amare il jazz oltre i limiti canonici è tale da spingere noi professionisti a lunghe prove e ad uno studio continuo>. A rafforzare tale formulazione è certamente la presenza di validi musicisti-professionisti che col talento e la creatività, ben si amalgamano al ensemble, sostenendola in taluni casi e conferendole quella peculiarità che la rende oggetto di prestigio! L'ascolto dell'album sorprende, fin dai primi suoni, chi abbia notato più la denominazione dell'orchestra che il suo organico molto robusto ( 21 musicisti non sono frequenti nel jazz). Il dubbio che possa trattarsi di una jazz band di tipo tradizionale viene subito smentito dal tango vigoroso (Napoletana a Tango) che c'è in apertura, dagli assolo tutt'altro che passatisti e da un paio di accelerando-rallentando d'assieme che ricordano addirittura certe modalità di Charles Mingus. Corposi e compatti sono i fondali che supportano i solisti, da ascrivere a pieno merito del direttore Antonio Solimene, autore prezioso di tutti gli arrangiamenti, fatta eccezione per il pregevole Ask Me why scritto e arrangiato da Pietro Condorelli. I brani sono tutti inediti, salvo il mix Vecchio Frac / Libertango i cui pezzi costitutivi com'è risaputo, sono di Domenico Modugno e Astor Piazzola, ed Arrivederci di Umberto Bindi. Gli altri, nell'ordine sono stati scritti da Marco Zurzolo, Antonio Onorata Massimo Spinosa Nadia Boccarusso Giovanni Tommaso e Renato Sellani: autori di grande spessore, ben lieti di aver <autorizzato> le interpretazioni creative dei propri temi fatte dalla Tribunal Mist Jazz Band, da cui il titolo polisenso dell'album.
A questo punto, però, le citazioni si fermano, il senso del collettiva o forse quasi un ritegno di questi <professionisti di altrove> che sanno fare musica di tale livello, tace perfino all'estensore delle note di copertina i nomi dei solisti: una cosa bella che nel jazz è inusuale. L'estensore però ha altre abitudini, e cita il brano primo tra i pari che gli è piaciuto di più. Si tratta di " Sembrerebbe quasi festa" di Renato Sellani del quale, pur nella collettività intensa della Band, sono mantenute la dolcezza, la quieta malinconia, la colloquialità tipica di Sellani: guarda caso, l'autore è uno degli ultimi Grandi Autodidatti. Note Autorizzate è il secondo cd della Tribunal Mist, il primo è stato "Napoli Standard". Avanti verso il terzo, dunque, ad majora.
Franco Fayenz

Ultimo aggiornamento (Venerdì 25 Settembre 2009 20:25)



