Napoli standard

Era il 28 agosto del duemila ed ero appena tornato dalle vacanze estive, quando ricevetti una telefonata che avrebbe cambiato notevolmente l'organizzazione dei miei tre mesi successivi.
Era lui, l'inconfondibile ed indimenticabile voce di Paolo Pannella che da lì a poco mi avrebbe fatto una proposta a dir poco pazzesca.
-"Sai, caro Antonio"
diceva lui con tono da avvocato di successo.
-"E' arrivato il momento di fare il nostro primo cd."
-"Bene, era ora "
risposi io
-"Entro quando?"
-"Entro Natale naturalmente"
Seguirono momenti di silenzio e di panico intensi.
Già nei primi giorni che seguirono la telefonata avevo perso tutto il relax di un mese di vacanza: il ritmo di scrittura degli arrangiamenti era intensissimo.
A questo, ben presto, si aggiunsero le estenuanti prove di sezione :
-il lunedì solo la sezione fiati
-il martedì l'intera orchestra
-il fatidico sabato "LE PROVE DELLA RITMICA!!!!!!":
Ebbene si: la ritmica è il posto dove covano impuniti la maggior parte dei musicisti non professionisti.
Dopo i primi due sabato avevo seriamente pensato di declinare l'impegno ma non avevo certo il coraggio di troncare le loro ambizioni artistiche.
Non so bene come.. ma entro la fine del tempo previsto, bene o male, la ritmica aveva toccato livelli di qualità più che accettabili e fu proprio a quel punto che io mi ammalai per la stanchezza: la mia gola si era arrossata per le urla e le imprecazioni varie. Mi ristabilii in tempo per l'inizio delle sedute di registrazione presso gli studi "Splash" di Napoli ma ancora inconsapevole di quello che mi sarebbe dovuto capitare.
Dopo sette giorni di lavoro intenso (10.00 - 24.00 ed oltre) , dopo varie sedute fatte per calmare l' ansia di prestazione di alcuni professionisti (si, a volte mi capita di fare anche delle prestazioni da psicoterapeuta), dopo aver trovato rimedi e soluzioni al limite dell'umano e del tecnologico, grazie anche a Massimo Aluzzi, John Rayan e Massimo Spinosa, il progetto volse al termine .
Riascoltando oggi quel disco non mi sembra vero che sia riuscito a realizzarsi un clima così sereno ed efficace tanto da creare un prodotto, a mio modesto parere, degno di tutta l'attenzione:
Non mi resta ora che aspettare la prossima vacanza (tenendo ovviamente il telefono staccato al mio ritorno) e augurarvi un buon ascolto con il primo CD della TMJB "NAPOLI STANDARD".

Un pò di rassegna stampa
16 Dicembre 2000
Una big band jazz per i classici partenopei
....Il risultato "Napoli standard", è una schioppettante rilettura jazzistica della tradizione melodica partenopea: gli arrangiamenti di Antonio Solimene, sul palco anche come direttore d'orchestra, aggiungevano profumi afroamericani e tentazioni swing alle melodie di casa nostra, mostrandosi particolarmente interessanti alle prese con pagine come "Funiculì funiculà" e "Passione", oltre che con l'omaggio a Renato Carosone di "'O Sarracino", riproposta anche come bis.............
Federico Vacalebre
16 Dicembre 2000
........" Napoli Standard " è un cd che comprende otto classiche canzoni napoletane arrangiate da Antonio Solimene.
Rispetto agli altri esperimenti con canzoni napoletane registrate in altri dischi da formazioni più piccole, gli arrangiamenti della T.M.J.B. sembrano essere i più riusciti........
Biagio Coscia
Il Denaro 27Gennaio2001
Tribunal jazz band. Parla Solimene
Così dirigo il gruppo
Un musicista professionista dirige un gruppo di professionisti-musicisti. Si chiama Antonio Solimene l'anima artistica della Tribunal Mist Jazz Band, famoso gruppo musicale fondato da un avvocato, Paolo Pannella, e composto per la maggior parte da avvocati, medici e ingegneri. "Lavorare con La TMJB - dice Solimene - è stata un'esperienza importantissima sia dal punto di vista professionale che umano."
Ha incontrato difficoltà in questo compito così atipico?
Devo ammettere che in certi momenti lavorare contemporaneamente con musicisti professionisti e non professionisti è stato molto difficile ma è stato anche molto stimolante.
Quali sono state le maggiori difficoltà?
Tanto per dirne una, oltre ad occuparmi del normale lavoro di direttore d'orchestra e di arrangiatore, ho dovuto anche svolgere veri e propri corsi di musica d'insieme per i musicisti non professionisti.
Perché ha organizzato questi corsi?
Molti dei componenti della Tribunal, pur possedendo una discreta padronanza dello strumento musicale, hanno dovuto colmare evidenti lacune riconducibili alla scarsa preparazione tecnica dei base. Inoltre anche nell'arrangiamento ho dovuto tener presente le caratteristiche tecniche di ogni singolo componente della Band.Si è trattato, quindi, di un lavoro molto più complesso della normale direzione d'orchestra e di una sfida che ha messo a dura prova le mie capacità professionali.
Il fatto che alcuni componenti del gruppo fossero più bravi di altri ha portato scompensi all'interno dell'orchestra?
Assolutamente no, anzi per i non professionisti la bravura tecnica dei compagni ha rappresentato un ulteriore stimolo a perfezionarsi.
Quindi il bilancio è positivo?
Non c'è dubbio. Credo che da questo strano connubio abbiano tratto giovamento anche coloro che hanno fatto dello strumento musicale il proprio ferro del mestiere. Questa esperienza, infatti, ha permesso loro di riscoprire quel piacere di fare musica tra amici che forse avevano un pò perso di vista a causa dei pressanti impegni lavorativi.
fr. av
Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Ottobre 2009 10:32)


